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Febbre del pappagallo (psittacosi)

Panoramica

La febbre del pappagallo, chiamata anche malattia del pappagallo e psittacosi, è molto rara. Secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC, Centers for Disease Control and Prevention), negli Stati Uniti dal 1996 sono stati diagnosticati con certezza meno di 50 casi l'anno, anche se è possibile che molti non siano stati individuati o non siano stati segnalati (CDC).

Come suggerito dal nome, la malattia viene trasmessa dagli uccelli, anche se i pappagalli non sono gli unici responsabili possibili, in quanto ne sono portatori anche altri uccelli domestici, che la trasmettono agli uomini.

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Trasmissione

Trasmissione

La febbre del pappagallo è un'infezione causata da un tipo specifico di batterio chiamato Chlamydia psittaci.

Nella maggior parte dei casi, l'uomo contrae la malattia dagli uccelli, non necessariamente dei pappagalli, ma anche polli, tacchini, piccioni, pappagallini come calopsiti o parrocchetti e anatre, che ne possono essere ugualmente portatori.

I modi in cui si può contrarre la malattia da un uccello malato sono numerosi: maneggiandolo o respirando le goccioline infinitesimali della sua urina o di altre secrezioni corporee, oppure attraverso una beccata dell'uccello o baciandolo (toccando il becco con la bocca).

Anche se accade raramente, è possibile essere infettati anche da un'altra persona, ad esempio inalando le goccioline rilasciate nell'aria da un soggetto malato attraverso la tosse.

Sintomi

Sintomi

I sintomi ricordano quelli dell'influenza o della polmonite: compaiono all'incirca 10 giorni dopo l'esposizione al batterio, ma possono manifestarsi in un periodo che va da 4 a 19 giorni dopo.

La febbre del pappagallo presenta molti sintomi associabili all'influenza, tra cui:

  • brividi e febbre;
  • nausea e vomito;
  • dolori ai muscoli e alle articolazioni;
  • diarrea;
  • debolezza;
  • affaticamento;
  • tosse, in genere secca.

Altri sintomi possibili, diversi da quelli di un'influenza, comprendono dolore al petto, respiro affannoso e intolleranza alla luce.

In casi rari, la malattia può causare l'infiammazione di vari organi interni tra cui cervello, fegato e parti del cuore; può anche avere effetti sulla funzionalità dei polmoni e provocare una polmonite.

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Diagnosi

Diagnosi

Poiché la febbre del pappagallo è una malattia rara, è possibile che il medico non la individui immediatamente; è necessario pertanto informare il medico se si ritiene di avere avuto recenti contatti con uccelli potenzialmente malati o se si lavora in un negozio di animali in cui sono presenti uccelli oppure se si lavora nello studio di un veterinario, in un allevamento di pollame o in altri luoghi che espongano al contatto con gli uccelli.

Per diagnosticare la febbre del pappagallo, saranno effettuati numerosi esami. Le colture di sangue e di espettorato possono rivelare se il paziente ha contratto il tipo di batterio che causa l'infezione.

La radiografia del torace o la tomografia computerizzata (TC) possono evidenziare una polmonite talvolta causata dalla malattia.

Il medico potrà richiedere il test di titolazione (misurazione) degli anticorpi per verificare se il paziente presenta anticorpi al batterio che causa la febbre del pappagallo, e in quale numero. Gli anticorpi sono proteine prodotte dal sistema immunitario al momento in cui il sistema individua una sostanza estranea pericolosa (antigene), come nel caso di batteri e parassiti.

La variazione del livello degli anticorpi può indicare l'infezione da parte del batterio responsabile della malattia, il Chlamydia psittaci

Trattamento

Trattamento

La febbre del pappagallo viene trattata con gli antibiotici: tetracicline e doxicicline sono due antibiotici molto efficaci contro la malattia anche se, in alcuni casi, il medico potrà optare per tipi o classi di antibiotici diversi.

Con una terapia adeguata, il paziente dovrebbe essere in grado di guarire completamente.

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Sintomi in Birds

Sintomi negli uccelli

Gli uccelli infettati dal batterio della febbre del pappagallo non necessariamente presentano dei sintomi, e possono portarsi dentro il batterio per mesi prima che compaiano segni esteriori. Pertanto, se anche uccello non appare malato, né si comporta come se lo fosse, non significa che non sia stato infettato.

Gli uccelli che hanno contratto l'infezione possono avere tremori o difficoltà a respirare. Tra gli altri sintomi sono inclusi:

  • secrezioni dagli occhi o dal naso;
  • diarrea;
  • feci colorate di varie sfumature di verde;
  • perdita di peso;
  • letargia e sonnolenza;

Ѐ possibile che un uccello malato mangi meno o persino che smetta completamente di mangiare.

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Prevenzione

Prevenzione

Chi ha uccelli può prendere delle semplici precauzioni che possono ridurre la possibilità di contrarre la febbre del pappagallo, ad esempio pulendo la gabbia tutti i giorni e prendendosi buona cura degli uccelli per impedire che si ammalino. Ѐ opportuno anche alimentare gli uccelli nella maniera corretta e tenerli in uno spazio adeguato in modo che la gabbia non risulti sovraffollata. Se si hanno più gabbie, è necessario tenerle distanti così che le feci e altre sostanze non passino dall'una all'altra.

Quando si acquista un nuovo uccello, prima di consentirgli di venire a contatto con i suoi simili, è consigliabile tenerlo isolato e sotto controllo per almeno 30 giorni per verificare che non sia malato (GA Public Health).

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